Nella meccanica classica le particelle occupano ad ogni dato istante una posizione nello spazio. Ciò implica che possiamo far evolvere nel tempo una particella registrando ad ogni istante la sua posizione e aver ben chiara la traiettoria che ha seguito.

Nella meccanica quantistica la descrizione di una particella in un dato istante è alquanto diversa!!! Non occupa più una posizione precisa! Non è in nessun posto ed è in tutti i posti contemporaneamente!😩

E’ invece associata ad una nuvola di probabilità che si estende in tutto lo spazio, può essere di densità diversa  ed è associata ad una equazione d’onda. (quella di Scrhondinger)😬

Laddove è più densa la nuvola maggiore è la probabilità di trovare la particella! La nuvola può cambiare nel tempo ed è descritta perciò dalla funzione associata che è ovviamente una equazione differenziale.

La funzione assegna un ampiezza a tutte le possibili posizioni della particella (che sono infinite)!!!!!  Sto dicendo che può esistere ovunque😳

L’ampiezza è un numero complesso (cioè formato da un numero reale e da uno immaginario) assegnato ad ogni posizione dello spazio! Per fare un po di analisi serve muoverci in uno spazio complesso (analisi complessa) con un numero di dimensioni infinite( spazi di Hilbert)😱

Possiamo porre delle domande? Dove diavolo è la particella? Qual’è la quantità di moto? (quanto va veloce)

La funzione d’onda fa qualche elaborazione e restituisce una probabilità. Nel caso  della posizione l’elaborazione è semplice. La funzione restituisce un numero complesso. Basta elevare al quadrato il suo modulo. Nel caso della quantità di moto è più complicato…..🙊

Bisogna fare una media del peso della funzione (dipende da che quantità di moto uno ricerca) e poi elevare al quadrato il modulo.

In tutti i casi per ragioni tecniche le due misurazioni non possono esser simultanee. Principio di indeterminazione.

Niente posizione o velocità. Solo probabilità.🍷